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Attacchi di panico cosa fare, sintomi e cause

Attacchi Di Panico Cosa Fare, Sintomi E Cause

Quella paura improvvisa che toglie il respiro, il cuore arriva in gola , l’aumento di sudorazione, attacchi di panico cosa fare, come riconoscere i sintomi

Attacchi di panico cosa fare quando il nostro cervello sembra scatenare dal nulla una tempesta di paura in grado di paralizzarci. Il desiderio di fuggire da questa paura venuta dal nulla, è spesso  grande quanto l’impossibilità sopraggiunta di fare anche un solo piccolo passo. Eppure, in questi casi, dobbiamo semplicemente aspettare che l’attacco di panico sfumi una volta raggiunto l’apice emozionale.

Cosa è un attacco di panico

Per capire la portata del problema, dobbiamo avere la capacità di diventare il problema stesso, capire come nasce e come si sviluppa. Succede all’improvviso, una serie di sintomi concomitanti,  ci mettono in uno stato di allerta talmente alto da non capire più cosa stia succedendo al nostro organismo.

In realtà, il cervello non fa altro che rispondere adeguatamente ad uno stimolo ansioso che pone questa domanda: Combatti o fuggi? Attacchi di panico cosa fare, la scelta da qui in poi sarà condizionata anche dalla nostra consapevolezza che, in questo momento, ignorando l’origine e la portata del problema, diventerà fonte delle future sofferenze.

Tutto quello che facciamo razionalmente, quando siamo alle prese con un attacco di panico a cui non sappiamo dare risposte adeguate, non fa che peggiorare la situazione. Il cervello invece, una volta vissuto il primo attacco, farà egregiamente il suo lavoro e vi spiego perché.

Non essendo riusciti a dare il giusto significato all’improvvisa enorme paura vissuta, il cervello obbedirà alla sua missione di vita: Fuggire dal dolore e cercare il piacere. E’ questione di sopravvivenza. Pertanto, ogni qualvolta percepirà anche un solo piccolo segnale, riconducibile allo stimolo scatenante il primo attacco di panico, cercherà di fuggire, evitare, aggirare, gestire.

Il problema, in questo caso, è che ci troviamo al cospetto di una paura immotivata, priva di solide ragioni che la sostengano e fuggire da qualcosa che non esiste crea ulteriore ansia. Ecco che il circolo vizioso si è creato ed è perfettamente in grado di auto alimentarsi.

Mai cercare di gestirli

Di fronte ad un attacco di paura che si ritiene immotivato, il soggetto tende a mettere in moto tutta una serie di meccanismi di controllo che risultano di fatto inefficaci. E’ proprio l’inefficacia di tali meccanismi che va a creare uno stato di prostrazione che altro non fa che aumentare la potenza del successivo attacco di panico.

In pratica, più si cercherà di controllare la paura immotivata e più questa, avendola sempre vinta, diventerà invasiva e ingestibile.

Come funziona il circolo vizioso della paura

– Ho una paura grande ma non riesco né a contestualizzarla né a gestirla, tale paura mi crea ansia e frustrazione a tal punto da volerla evitare ad ogni costo.

– Voglio assolutamente evitare di rivivere quel tipo di paura quindi cosa faccio? Innalzo ai massimi livelli il mio stato di attenzione verso quei sintomi che ricordo aver scatenato in me quel primo attacco di panico.

– Che sia il battito del cuore leggermente accelerato, il respiro leggermente affannato o un momento di confusione, amplifico al massimo ogni mia percezione e questo, altro non fa che aumentare il mio stato di ansia.

Uno stato ansioso mette in circolo nel sangue tutta una serie di sostanze in grado di alterare le normali funzioni del cuore e del sistema respiratorio. Anche la muscolatura quando ci troviamo in uno stato ansioso diventa pronta per una eventuale fuga o per un combattimento.

Capite che siamo al cospetto di uno schema che il cervello ha creato pensando alla nostra sopravvivenza. Una cosa meravigliosa. Questo schema parte da un momento in cui la nostra saggezza illimitata si è assentata ed ha permesso la registrazione di una memoria esatta nella forma ma fortemente sbagliata nella sostanza.

Attacchi di panico cosa fare

Capito come nasce e di cosa si nutre un attacco di panico, come prima cosa dobbiamo mettere un punto fermo:

– di attacchi di panico non dovuti a scompensi fisici, si guarisce nella quasi totalità dei casi.

Altra convinzione da fare propria è questa:

– in presenza di un violento attacco di panico dobbiamo semplicemente aspettare che passi. Altro non possiamo fare.

Sappiamo che nulla di quei pensieri nefasti che circolano nella nostra mente durante l’attacco di paura, può realmente accadere, quindi dobbiamo avere pazienza e aspettare. Mettere questo tipo di convinzione nella mente e alimentarla con piccoli risultati per farla crescere è un passo fondamentale. Il segnale che mandiamo al cervello è che abbiamo capito che la paura è fittizia e stiamo lavorando per rimettere le cose a posto.

Riconoscere i sintomi e neutralizzarli

Il nostro cervello, una volta registrato un attacco di panico ha dei sensori molto aperti verso tutti gli stimoli che possono generare paure simili. Quando avvertiamo un cambiamento nel respiro o nel battito del cuore, quando ci sentiamo agitati più del solito è il momento di intervenire.

Il cervello può fare diverse cose simultaneamente ma di fatto può concentrarsi attraverso il pensiero solo su una cosa per volta. Fermare un attacco di panico sul nascere richiede capacità di volgere la propria concentrazione su qualcosa che sappiamo appassionarci notevolmente, qualcosa di piacevole che produca endorfine e sostanze benefiche.

Dobbiamo essere certi che appena pensiamo a questa cosa, il nostro cervello entri in un vortice di immaginazione totale. Facile a dirsi e facile a farsi con un po’ di esercizio.

Per capire se una cosa vi appassioni realmente c’è un test molto semplice. Se quando fate o pensate a questa cosa il tempo vola, significa che vi appassiona. Se invece vi annoiate e avete l’impressione che il tempo non passi mai, lasciate perdere, non è questo che potrà distogliere la mente dalla paura.

Il cervello non distingue

Un’altra verità inconfutabile è che se riusciste ad immaginare una scena, facendo uso dei cinque sensi e vi ci immergereste completamente, il cervello produrrebbe le stesse reazioni prodotte nella medesima scena vissuta però realmente.

Non è importante che la situazione sia reale, che esista davvero nella vostra vita. Se immaginare di fare l’amore con l’attrice dei vostri sogni rapisce la vostra mente fino al punto da farvi dimenticare tutto il resto, state tranquilli che il panico non troverà terreno fertile.

Leggi: Come imparare a visualizzare, il potere dell’immaginazione

Quando si scatena l’attacco di panico

Ci sono situazioni che potenzialmente possono favorire un aumento di ansia e di conseguenza, l’insorgere di un attacco di panico. Le code agli sportelli pubblici, le sale affollate , il chiuso di un cinema, l’ascensore e via dicendo. Si deve essere sempre pronti a mettere in moto il potentissimo farmaco che è l’immaginazione. Allenatevi ad immaginare scene coinvolgenti, fatelo quando vi sentite tranquilli. Il potere di immaginare, di creare scene nella propria mente, lo si sviluppa allenandosi, proprio come si fa con i muscoli.

Rompere lo schema

Abbiamo visto che un attacco di panico arriva seguendo determinati passi, sappiamo quindi che, essendo uno schema, fare qualcosa che lo interrompa, farà svanire l’attacco stesso. Oltre a distogliere l’attenzione, possiamo metterci a mangiucchiare qualcosa di sfizioso.

Caramelle e gomme da masticare, una bibita o un gelato, tutto concorre a rompere lo schema dell’attacco di panico. E’ come se al cervello, che si sta attivando per scatenare l’attacco, giungesse contemporaneamente l’ordine di attivare lo schema: “Gustarsi un gelato”, oppure: “Mangiare una caramella”. Sembra semplicistico ma funziona esattamente così.

Quando scegliete consapevolmente di attivare uno schema, quello che era partito in automatico e che avete riconosciuto, si disattiva all’istante.

Controllo del corpo

Sapere di avere controllo sul proprio corpo ci conferisce sicurezza, sappiamo come fare per riportare calma e serenità in noi. Abbiamo visto che gli attacchi di panico hanno origine principalmente da un ansia esagerata. Vivere in perenne stato di agitazione porta a sviluppare tutta una serie di fattori che agevolano l’insorgere di improvvisi picchi di panico e possono far sviluppare fobie.

Per abbassare i livelli di ansia e nervosismo dobbiamo necessariamente dare un significato diverso alle cose. Iniziare un viaggio interiore che ci porti a conoscere i nostri punti di forza e le nostre debolezze. Quando andiamo a toccare i punti più lontani di noi, quelli che abbiamo nascosto e che facciamo fatica ad ascoltare, portiamo alla luce le nostre fragilità.

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E’ lì che dobbiamo lavorare. Possiamo ritrovare armonia ed equilibrio sia nel corpo che nella mente iniziando a praticare discipline come lo yoga, il training autogeno, la meditazione trascendentale. La chiave di tutto è il rilassamento profondo, permettere ogni giorno a corpo e mente di resettarsi completamente e ripartire.

MioGreen

Studio dal 1996 le migliori tecniche di Crescita Personale associate ad una alimentazione produttiva per la mente ed il corpo. Esperto in meditazione ed autoipnosi, ho elaborato un metodo esclusivo per programmare l'inconscio e renderlo più produttivo per la nostra vita. La malattia nasce da un pensiero, arrivare prima che tale pensiero metta radici fa la differenza, i rimedi naturali sono la via che la saggezza dell'universo ci offre per ritrovare pace ed equilibrio.

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