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Come il cervello cerca piacere e allontana il dolore

Cervello Cerca Piacere, Allontana Il Dolore

Perché il cervello cerca piacere ed evita il dolore? Nel cervello un meccanismo di sopravvivenza perfetto, cercare maggiore piacere ed evitare il dolore

Quando stiamo per prendere una decisione, fare una scelta, qualsiasi essa sia, il cervello cerca piacere e vuole evitare il dolore. Quando, in una situazione, la ricerca del piacere risulta difficile, il cervello opta per il male minore.

Cervello cerca piacere e cataloga

Il cervello cataloga in continuazione ogni tipo di esperienza che ci troviamo a vivere, dalla più semplice alla più complicata.

Ogni evento vissuto, viene registrato dal cervello come esperienza. La catalogazione, inizia fin dalla nascita e termina con la morte, incessantemente.

Come il ricordo di esperienze dolorose possono influire sul presente, limitare, far perdere occasioni ma anche preservare da ulteriori sofferenze.

Poiché, siamo al cospetto di un organo praticamente perfetto e dall’efficienza sbalorditiva, la catalogazione è molto netta.

Sistema pro sopravvivenza

Nel cervello, nel tempo, seguendo l’evoluzione dell’uomo, si è consolidato un meccanismo che potremmo chiamare “pro sopravvivenza”.

Sappiamo bene, che la nostra realtà, è il risultato delle percezioni dei nostri sensi. E’ per questo che, per due persone, la lettura della realtà non è mai la stessa.

Possono esserci similitudini anche molto accentuate ma vivere la medesima realtà per due persone è molto difficile, impossibile.

Il meccanismo pro sopravvivenza si è via via sviluppato nell’uomo, portando la nostra specie, alla ricerca del maggior piacere disponibile.

Esperienza positiva o negativa

L’esperienza vissuta, a seconda di come viene catalogata, potrà essere in futuro, ricercata o rifiutata.

Il cervello, nella sua perfezione, ha due parametri fondamentali per catalogare un’esperienza:

  • piacevole = situazione da ripetere, accettare, ricercare
  • dolorosa = situazione da evitare, rifiutare, non ripetere

Quando una esperienza è piacevole innesca la produzione di ormoni corrispondenti come ossitocina, serotonina, dopamina, da qui la catalogazione nel cassetto buono.

Se l’esperienza vissuta, ha invece messo in circolo nel sangue gli ormoni dello stress, quali cortisolo e adrenalina, il cervello la metterà nel cassetto cattivo.

Tutto ciò, accade sin dai primi giorni di vita, un lavorio continuo di analisi e catalogazione per rendere la vita più semplice. Ma è sempre così?

Credenze e convinzioni ruolo fondamentale

Il meccanismo pro sopravvivenza del nostro cervello ci semplifica davvero la vita, tuttavia, dobbiamo fare attenzione.

Il cervello crea dall’esperienza vissuta, una credenza più o meno radicata che viene catalogata in ordine cronologico e viene affidata alla memoria profonda.

La memoria profonda è praticamente inaccessibile a tutti, uno scrigno protetto da sentinelle molto addestrate.

Quando nello stesso cassetto si trovano una o più credenze simili, si forma una convinzione. Le convinzioni sono molto importanti perché sono quelle che ci fanno o non ci fanno agire.

Differenza tra credenza e convinzione

Una credenza nasce dall’esperienza vissuta ed è strettamente legata ad essa.

In ogni momento, rivivendo l’esperienza, anche solo mentalmente e modificandone il significato, si può modificare anche la credenza.

La convinzione è una struttura più complessa e solida rispetto alla credenza. Una convinzione è sempre sorretta da forti credenze.

Per fare un esempio abbastanza noto, la convinzione è il piano di un tavolino, le credenze sono le gambe che lo sorreggono.

Questo sta a significare che per cambiare una convinzione, bisogna prima cambiare ogni singola credenza che la sorregge.

Un metodo veloce per cambiare una convinzione consiste nel vivere una esperienza terrorizzante o di forte dolore emotivo, un prezzo alto per tutti.

Meccanismo cervello perfetto

A questo punto, dovrebbe essere chiaro a tutti l’importanza del meccanismo di cui si serve il cervello:

  1. cerca piacere, evita dolore.
  2. se non puoi fare altro, scegli il male minore.

Possiamo fare esempi molto pratici ed elementari. A tutti sarà successo di scottarsi con l’acqua calda.

Il meccanismo del cervello ti dice di porti alla giusta distanza dall’acqua che sta nella pentola sul fuoco, diversamente ti scotti e fa male. Tu cosa fai? Giri al largo.

Se hai avuto la fortuna di prendere la prima sbronza della tua vita e di essere stata molto ma molto male, sai benissimo che da lì in poi non ti sei più ubriacata a quel modo.

Anche in questo caso il meccanismo di conservazione messo in tatto dal cervello è molto chiaro. Evita di bere in quel modo perché ti fa star male, bevi molto meno e stai bene.

Come il cervello cerca piacere
Rapporti con gli altri, il cervello cerca piacere

Quando da adulti non riusciamo a vivere serenamente alcune situazioni, dovremmo chiederci da dove arriva tale difficoltà.

Non è raro infatti, trovare convinzioni vecchie e non più adatte al tipo di vita che conduciamo e che, tuttavia, rappresentano un ostacolo difficile da aggirare.

Se ad esempio, da bambino, hai ricevuto molti rifiuti e questi hanno generato in te frustrazione e tristezza, l’esperienza è stata catalogata come negativa.

Se malauguratamente, nel proseguo, i rifiuti sono continuati, ecco che nel profondo della memoria, si è formata una convinzione.

Tale convinzione, retta da più di una credenza riguardo i rifiuti ricevuti, ti farà agire in coerenza ad essa.

Eviterai di chiedere perché il cervello non vuole darti lo stesso risultato già sperimentato.

La convinzione, troverà il modo per avere ragione e tu, penserai che allontanarti dal chiedere, sia la cosa più giusta da fare.

Come fare per cambiare rapidamente

Da cosa ti tieni lontano nella tua vita?

Osservati e chiediti se i no che silenziosamente pronunci davanti a richieste, opportunità, occasioni etc. siano, ancora oggi, validi per te.

Quando scappi o ti tieni alla larga da una rapporto o da una situazione di lavoro, svago, divertimento, cerca nel tuo passato qualcosa di simile che ti ha procurato dolore.

Solo così, puoi risalire al primo rifiuto o punto di dolore e valutare se oggi, quella lettura della realtà è ancora buona per te.

Diversamente, cambiane il significato, ripetitelo più volte che oggi, quel dolore, si è trasformato e non esiste più.

Mentalmente, prova ad associare a quello che una volta ti aveva procurato dolore, un tenue piacere.

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Conclusioni

Il cervello è talmente perfetto che quando gli dici che una cosa ti piace davvero, lui ti prende alla lettera e provvede.

Essere consapevoli significa proprio questo, sapere che quel che era valido ieri, forse oggi non lo è più e che dobbiamo aggiornare i nostri ricordi, il catalogo delle esperienze.

MioGreen

Studio dal 1996 le migliori tecniche di Crescita Personale associate ad una alimentazione produttiva per la mente ed il corpo. Esperto in meditazione ed autoipnosi, ho elaborato un metodo esclusivo per programmare l'inconscio e renderlo più produttivo per la nostra vita. La malattia nasce da un pensiero, arrivare prima che tale pensiero metta radici fa la differenza, i rimedi naturali sono la via che la saggezza dell'universo ci offre per ritrovare pace ed equilibrio.

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