L’utilità delle piante che assorbono meglio l’inquinamento elettromagnetico

Aggiornato 2 Maggio 2025
Hai mai pensato che le tue piante oltre ad aggiungere un tocco di verde alla tua casa assorbono l’inquinamento elettromagnetico e ti fanno stare meglio? Infatti, oltre ad abbellire l’ambiente e purificare l’aria, alcune piante aiutano a ridurre l’inquinamento elettromagnetico che proviene dai dispositivi elettronici che ti circondano. Sì, hai capito bene! Ci sono piante che, secondo alcuni studi, sarebbero in grado di ridurre l’esposizione ai campi elettromagnetici (CEM) e migliorare la qualità dell’ambiente che ci circonda.
Quali piante assorbono meglio l’inquinamento elettromagnetico e dove posizionarle in casa
Prima di lanciarti a comprare ogni pianta che sembra promettere miracoli, vediamo quali sono quelle più indicate e dove metterle in casa per ottenere i migliori benefici.
Aloe Vera – La pianta multitasking
Se non hai ancora un aloe vera in casa, beh, è ora che ti decida! Questa pianta è una delle più conosciute per le sue proprietà benefiche, ma sapevi che può anche contribuire a contrastare l’inquinamento elettromagnetico? L’aloe vera è perfetta per chi lavora al computer o vicino a dispositivi elettronici come telefoni e tablet. La pianta ha la capacità di assorbire e neutralizzare le radiazioni elettromagnetiche grazie alla sua struttura.
Dove posizionarla? L’aloe vera ama il sole, quindi cerca di metterla in una zona luminosa della tua casa, magari vicino al tuo desk o nella stanza dove trascorri più tempo al computer. Il soggiorno o una finestra esposta al sole sono posti ideali.
Sansevieria (Lingua di suocera) – La pianta “resistente”
La Sansevieria è una pianta che non ha bisogno di molte attenzioni, ma è anche una delle più efficaci nel purificare l’aria e nell’assorbire l’inquinamento elettromagnetico. Secondo alcuni studi, è in grado di ridurre l’effetto dei CEM, migliorando l’energia della stanza. Se hai uno spazio dove spesso usi il cellulare o il laptop, la Sansevieria sarà una compagna perfetta.
Dove posizionarla? La Sansevieria è molto versatile e si adatta a molti ambienti. Puoi metterla in ufficio, in salotto vicino alla TV o in camera da letto. Non è una pianta che richiede troppa luce, quindi va bene anche in zone meno illuminate.
Pothos (Epipremnum aureum) – Il filtra-aria per eccellenza
Il Pothos è una pianta che non solo purifica l’aria, ma aiuta anche a ridurre le radiazioni elettromagnetiche. La sua capacità di adattarsi e crescere anche in condizioni di scarsa illuminazione la rende perfetta per gli ambienti interni, come uffici o soggiorni pieni di dispositivi elettronici.
Dove posizionarla? Questo rampicante cresce bene vicino a dispositivi elettronici come computer, TV e router Wi-Fi. Puoi appenderlo vicino alla tua scrivania o sopra una libreria, dove può crescere tranquillamente.
Spathiphyllum (Fior di pace) – Eleganza e purificazione
Lo Spathiphyllum è una pianta che non solo è bella da vedere, ma ha anche straordinarie capacità di purificazione dell’aria. Si dice che le sue foglie siano in grado di assorbire le radiazioni elettromagnetiche, contribuendo a creare un ambiente più salubre, soprattutto nelle zone più “affollate” di dispositivi elettronici.
Dove posizionarla? Lo Spathiphyllum ama la luce indiretta, quindi può essere messo in soggiorno, in ufficio o in camere da letto. Un angolo accogliente vicino alla tua scrivania o al letto è il posto ideale per questa pianta.
Felce di Boston (Nephrolepis exaltata) – La regina dell’umidità
Anche la Felce di Boston è tra le piante che assorbono e si comporta come un filtro naturale per purificare l’aria e ridurre l’inquinamento elettromagnetico. Inoltre, ha la capacità di aumentare l’umidità dell’ambiente, creando una sensazione di freschezza che migliora la qualità dell’aria. È perfetta per le stanze dove l’aria tende a essere secca a causa dei dispositivi elettronici.
Dove posizionarla? La Felce di Boston preferisce l’umidità e la luce indiretta, quindi va bene in ambienti come il bagno o il soggiorno, dove la temperatura e l’umidità sono più costanti. Un angolo verde vicino a una finestra o un mobile sono ottimi posti.
Bamboo (Dracaena Sanderiana) – La pianta zen
Il Bamboo, o “pianta della fortuna”, è conosciuto per le sue proprietà calmanti e positive. Oltre a portare buon auspicio, il Bamboo è efficace nel ridurre l’inquinamento elettromagnetico, grazie alla sua capacità di assorbire le radiazioni. È una pianta che resiste bene e che non richiede troppe attenzioni.
Dove posizionarla? Il Bamboo si adatta bene in ambienti con luce indiretta, quindi puoi metterlo vicino al computer o in un angolo tranquillo della casa dove hai bisogno di un po’ di energia positiva. Puoi anche posizionarlo accanto al router Wi-Fi per “neutralizzare” le radiazioni.
Cereus Peruviano
Il Cereus Peruviano è un tipo di pianta che richiede poche attenzioni, l’acqua ad esempio, è da dare solo quando è proprio asciutto. Mettilo vicino ad una finestra che dia abbondante luce e calore. La sua coltivazione casalinga è molto facile e alla portata di tutti. E’ un cactus classico, fusti carnosi spinati lungo tutta la lunghezza. Pare abbia grandi capacità di assorbire onde elettromagnetiche.
Filodentro
Altra efficace pianta anti inquinamento elettromagnetico è sicuramente il Filodentro, un questo rampicante che, si mantiene in vita mettendolo in un vaso coperto da muschio. Dal muschio e dalla terra del vaso, trae infatti acqua e minerali indispensabili per crescere.
Bromelia Tillandsia Cyanea
La Nasa inserì la Bromelia Tillandsia Cyanea, nei risultati di una ricerca, sul finire degli anni ’80, tra le piante che più assorbono l’inquinamento elettromagnetico. Una pianta capace di migliorare l’aria se messa vicino a stampanti, fotocopiatrici, pc e forni a microonde.
Come posizionare le piante in casa per combattere l’inquinamento elettromagnetico?
Ora che conosci alcune delle piante che assorbono e sono più efficaci contro l’inquinamento elettromagnetico, è importante sapere dove metterle in modo strategico. Ecco qualche consiglio:
- Vicino a dispositivi elettronici: Metti le piante nelle stanze dove utilizzi di più dispositivi elettronici (come il soggiorno, l’ufficio o la camera da letto). Posizionare una pianta vicino a un computer, un telefono o un router Wi-Fi aiuterà a “neutralizzare” l’impatto delle radiazioni.
- Angoli di lavoro o relax: Le piante non solo purificano l’aria, ma contribuiscono anche a creare un’atmosfera più rilassante. Posizionale vicino alla tua scrivania o nella zona di lettura.
- Luce naturale: Assicurati che le piante ricevano abbastanza luce per crescere e prosperare. Ogni pianta ha bisogno delle sue condizioni specifiche di illuminazione, quindi cerca di posizionarle in base a quelle.
Anche alcune pietre assorbono l’inquinamento
Oltre alla alle tre piante che assorbono l’inquinamento elettromagnetico, puoi piazzare in casa o nei posti di lavoro anche alcune pietre. Infatti, ove le piante fossero insufficienti, puoi sempre ricorrere al potere delle pietre. Alcune sono davvero molto potenti e capaci di rimodulare le onde dannose, eccone alcune:
Tormalina nera, o Sciorlite
La tomalina nera o Sciorlite, converte le onde elettromagnetiche dannose in onde sicure e compatibili con la struttura magnetica degli esseri umani. Puoi metterne un bel blocco in corrispondenza delle fonti di onde elettromagnetiche oppure, decidi di indossare ciondoli con questa pietra che farà da scudo.
La Tormalina nera assorbe negatività rapidamente, necessita quindi di un procedimento di pulizia e ricarica. Per la pulizia questa pietra deve essere posta sotto la terra in un vaso che ospita una pianta forte e rigogliosa per almeno sette giorni. L’esposizione per tre notti consecutive alla luce della luna piena permette alla Tormalina nera di ricaricarsi.
Shungite
La shungite è una pietra capace di azzerare gli effetti negativi delle onde elettromagnetiche. Secondo alcune fonti, porta benefici importanti in termini di pulizia del campo elettromagnetico. Bisogna stare attenti solo quando si acquista, essendo una pietra di pregio le contraffazioni non mancano.
Quarzo rosa
Infine il quarzo rosa, pietra capace di assorbire oltre alle dannose onde elettromagnetiche anche le energie pesanti di varia natura che sono nei vari ambienti.
Gli effetti dell’inquinamento elettromagnetico
L’inquinamento elettromagnetico, spesso definito anche “elettrosmog”, è un fenomeno sempre più discusso, soprattutto con la crescente diffusione di dispositivi tecnologici. Infatti, smartphone, Wi-Fi, router, e altri dispositivi elettronici, emettono radiazioni elettromagnetiche.
Ancora non esiste ad oggi, un consenso scientifico univoco sugli effetti a lungo termine dell’esposizione a questi campi elettromagnetici (CEM). Tuttavia, diversi studi hanno indicato possibili impatti sulla salute umana. Vediamo più nel dettaglio gli effetti che potrebbero verificarsi.
Disturbi del sonno e fatica cronica
Uno degli effetti più comuni dell’esposizione prolungata a radiazioni elettromagnetiche è la difficoltà nel sonno. Alcune ricerche suggeriscono che l’esposizione ai CEM, specialmente a quelli emessi dai telefoni cellulari e dai router Wi-Fi, possa alterare i ritmi circadiani, responsabili del ciclo sonno-veglia. Ciò può portare a:
- Insonnia: La difficoltà ad addormentarsi o a mantenere un sonno profondo.
- Sonno di bassa qualità: Risveglio frequente durante la notte o un sonno non ristoratore.
- Fatigue cronica: Sensazione di stanchezza persistente che non migliora con il riposo.
Inoltre, la mancanza di sonno può causare una serie di problemi, tra cui irritabilità, difficoltà di concentrazione e una diminuzione delle performance cognitive.
Stress e ansia
L’esposizione continua ai CEM potrebbe essere associata ad un aumento dei livelli di stress e ansia. Alcuni studi indicano che l’esposizione prolungata potrebbe influire sul sistema nervoso autonomo, che regola funzioni involontarie come la frequenza cardiaca e la respirazione. Ciò può portare ad un aumento dei livelli di cortisolo, l’ormone dello stress, che a lungo termine può causare:
- Irritabilità e ansia.
- Tensione muscolare e mal di testa.
- Affaticamento mentale.
Effetti sul sistema nervoso centrale
Diversi studi hanno suggerito che l’esposizione a lungo termine a radiazioni elettromagnetiche potrebbe avere effetti diretti sul sistema nervoso centrale (SNC). Tra gli effetti potenziali:
- Calo delle funzioni cognitive. L’esposizione potrebbe influire negativamente su memoria, concentrazione e capacità di apprendimento.
- Mal di testa. Numerosi studi correlano l’esposizione ai CEM con frequenti mal di testa, emicranie o cefalee.
- Disturbi dell’umore. Alcune ricerche suggeriscono un legame tra elettrosmog e l’insorgere di depressione e disturbi d’umore, anche se non è ancora chiaro il meccanismo attraverso cui avviene questo effetto.
Potenziale danno alle cellule e rischio di tumori
Uno dei temi più discussi riguardo all’inquinamento elettromagnetico è il suo potenziale impatto sul DNA e sulla salute cellulare.
Sebbene non ci siano prove conclusive, ci sono alcune teorie secondo le quali le radiazioni elettromagnetiche possano danneggiare le cellule. Di conseguenza, aumenterebbe, il potenziale rischio di mutazioni genetiche o di insorgenza di tumori.
Alcuni studi su animali e cellule in laboratorio hanno suggerito un aumento della produzione di radicali liberi. Questi ultimi, sono molecole instabili in grado di danneggiare il DNA e le membrane cellulari, un processo che potrebbe contribuire a malattie come:
- Cancro. Studi epidemiologici hanno sollevato preoccupazioni riguardo al rischio aumentato di alcuni tipi di cancro. In particolare il tumore al cervello (in particolare il glioma) e i tumori alle ghiandole salivari, associati all’uso prolungato di telefoni mobili.
- Problemi al sistema immunitario. L’esposizione cronica ai CEM potrebbe anche ridurre l’efficacia del sistema immunitario, rendendo l’organismo più vulnerabile a malattie.
Problemi riproduttivi
Esistono alcuni studi che suggeriscono che l’esposizione prolungata a campi elettromagnetici possa influenzare la salute riproduttiva sia negli uomini che nelle donne. Ad esempio, alcuni ricercatori hanno ipotizzato che l’esposizione alle radiazioni possa ridurre la fertilità maschile, influendo sulla qualità e sul numero degli spermatozoi. Per le donne, potrebbero esserci effetti sulla salute ovarica e sulla gravidanza. Tuttavia, la comunità scientifica è ancora divisa su queste conclusioni.
Effetti sulla pelle e sugli occhi
Un altro aspetto meno discusso ma rilevante riguarda l’effetto dell’inquinamento elettromagnetico sulla pelle e sugli occhi:
- Irritazione della pelle.Alcuni studi suggeriscono che l’esposizione a lungo termine possa causare sintomi come:
- Prurito;
- Arrossamenti o sensibilità della pelle.
Tali sintomi sarebbero riscontrabili soprattutto nelle aree in cui la radiazione elettromagnetica è più intensa (come vicino a computer e telefoni).
- Affaticamento visivo e danni agli occhi. L’esposizione prolungata alla luce blu emessa dai dispositivi elettronici potrebbe portare a fatigue oculare e, in alcuni casi, a danni alla retina.
Sintomi da “iperelettrosensibilità”
Alcune persone, anche se in minoranza, riferiscono di essere particolarmente sensibili ai CEM. Questo fenomeno, conosciuto come “elettrosensibilità” o “sindrome da iperelettrosensibilità”, è ancora un argomento controverso, ma i sintomi più comuni includono:
- Mal di testa e vertigini.
- Affaticamento e debolezza.
- Disturbi del sonno e difficoltà di concentrazione.
- Formicolii o sensazioni di calore sulla pelle.
Conclusioni
In sintesi, le piante sono molto più che semplici decorazioni per la casa. Alcune di esse possono aiutarci a ridurre l’inquinamento elettromagnetico e migliorare la qualità dell’ambiente che ci circonda. Aloe vera, Sansevieria, Pothos, Spathiphyllum, Felce di Boston e Bamboo sono solo alcune delle migliori alleate per combattere l’inquinamento elettronico in casa. Posizionale strategicamente vicino a dispositivi elettronici e goditi non solo l’estetica, ma anche i benefici per il tuo benessere!
Gli effetti dell’inquinamento elettromagnetico sulla salute umana sono ancora oggetto di dibattito e ricerca. Molti studi tuttavia, suggeriscono che una esposizione eccessiva e prolungata ai CEM potrebbe avere impatti negativi su vari aspetti del nostro benessere. Nello specifico, meglio prestare attenzione ai disturbi del sonno, del sistema nervoso, alla fertilità e alla salute in generale.
Al momento, la maggior parte delle ricerche concorda sul fatto che l’esposizione deve essere mantenuta a livelli contenuti. Si dovrebbe quindi, evitare un contatto diretto e continuo con dispositivi elettronici emettitori di radiazioni, come telefoni cellulari e Wi-Fi, soprattutto durante la notte.
Se pensi di essere particolarmente sensibile agli effetti dell’elettrosmog, è sempre una buona idea adottare delle precauzioni. Puoi ad esempio limitare l’esposizione a dispositivi elettronici, utilizzare protezioni specifiche e considerare l’uso di piante che aiutano a purificare l’ambiente.
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